L’ultimo giorno.

Questa è una di quelle mattine in cui il the caldo sostituisce il caffè e la luce della notte sembra non voler lasciar spazio al giorno. Se oggi non fosse l’ultimo d’agosto, con il naso gocciolante e la gola dolorante, penserei d’esser in pieno inverno. Ecco, ci risiamo, la sintomatologia negli anni non è mai cambiata: la voglia di rimetter su le valigie e partire. Trasferirmi in un paesino dall’aria sempre limpida, in cui tutti si sorridon vicendevolmente, camminare scalza, sedermi al bar, sentir parlar francese in sottofondo senza riuscir a spiaccicare un’H e scrivere-scrivere-scrivere, praticamente quello che faceva Hemingway in Acciaroli. Oggi vi auguro e mi auguro di fare tutto quello che di più bello non abbiam ancora fatto. Con amore.

Shirt: See by Chloè/ Skirt: Hoss, Intropia/ Bag: Le Pandorine/ Shoes: Montanè.

L’ultimo giorno.

Letture notturne.

Giorni ‘scossi’ quelli appena scorsi, si è passati dalla lotta al terrorismo alla solidarietà più disparata, ma a noi competono solo le futilità, quindi oggi parliamo di.. rullo di tamburi.. scarpe basse! Se non l’avete ancora fatto correte a bruciare quelle col tacco cubano, il must have dell’orribile, quindi caro Louis Vuitton è inutile che le riproponi anche per l’autunno che verrà. Sono state meticolosamente distribuite alle ‘influencer’ anche le ballerine più brutte di sempre firmate MiuMiu e ‘copiate’ da Monsieur Valentino Garavani. Non posso far a meno di promuovere Alexander Wang per le sue splendide ‘papouche’ che indossate sono favolose GIURO! Non mi son ancora ripresa invece, dallo shock brutale di Gucci, cos’è esattamente questo mocassino/sabò/peluscioso?? Ai posteri l’ardua sentenza (CIT). Resistiamo al brutto, fermamentissimamente! Lotsoflove!

Letture notturne.

Pellegrinaggi.

Doccia, shampoo e metto su il Levis di sempre, camiciola bianca, quella che avevo dimenticato tra il candore delle altre e sorriso sul viso. Appuntamento alle 11 am, sono sempre in anticipo quando si tratta di fatti ansiogeni. Risolvo, il vento fresco e la libertà, cammino, cammino per quei posti che hanno segnato il mio percorso universitario mentre il napoletano sguaiato si mescola all’inglese americanato. Il mio passo veloce è costretto a fermarsi di continuo, turisti col naso all’insù meravigliati di quella che per me è abitudine. Corro senza avere una meta, come se avessi un altro appuntamento, con la vita stavolta. Un saluto al Santo che comanda il Paradiso e via da Michele, perché da buona napoletana io stà pizza non l’ho mai mangiata.. ‘Quanti ne siete?’ Una, grazie! ‘Tu si che hai capito tutto della vita!’ Niente fila per me. Mi accomodo: alla mia sinistra un veneziano dagli occhi di ghiaccio diretto in Trentino al rientro dalle Eolie, di fronte una donnina rossiccia dai modi gentili, con la voglia di raccontarsi. Arrivano poi la psichiatra e il maresciallo dell’aereonautica, loro a breve andranno a viver in South Africa, tristi per la precarietà di un futuro che li porterà lontani da questa terra. A quel tavolo, mentre la folla fuori attendeva sotto il sol cocente, ho avuto la sensazione che nessuno fosse llì per caso, eravam tutti parte di un unico intricato schema alchemico.

Pellegrinaggi.

Purchè sia seta.

Chi mi conosce lo sa, ho sempre avuto un debole per questo tessuto. ‘Chiudi gli occhi e tocca..la seta ti parla!’. Detto tra noi: la moda è morta, resta solo quello che le grandi multinazionali si ostitano a propinarci; è tutto orribilmente già visto, così di tanto in tanto mi perdo nel capire se è l’autre couture che imita il cinese o viceversa. Sono stanca dei maxi-pull sugli shorts, dei chiodi sugli abiti classici, delle zeppone hardrock sotto abitini bon ton, è solo tutto tristemente privo di gusto nonché oggettivamente BRUTTO. Se proprio non ce la fate ad indossare divise preimposte, optate per la morbidezza dei tessuti, osate e inventate: baby-doll possono diventare top, camicie da notte mini-dress e così via. Improvvisate, create e DIVERTITEVI! Lotsoflove.

Purchè sia seta.

Rientri.

I resoconti estivi ce li raccontiamo poi. Quel che conta è che impazzano i saldi, ovunque andiate è tutto estremamente poco caro, così poco caro che alla fine finiamo per portarci a casa ‘pezzacchielle’ che in altre circostanze non avremo MAI e dico MAI comperato. C’è poi un serio problema logistico: gli spazi in appartamenti di noi comuni mortali, senza cabine armadio e senza alcun divano annesso all’interno. L’unica soluzione è fare spazio, nel guardaroba e nella vita di tutti i giorni, indistintamente. Come? Ogni qualvolta  indossate qualcosa ricordate poi di rigirarne la gruccia, a fine stagione sarà facile discernere l’essenziale dall’obsoleto. Domani inziano le olimpiadi, io sono in vacanza tanto quanto voi quindi non aspettatevi interventi tanto frequenti. Vi auguro una supercalifragilistichespiralidosa ESTATE 2016!

In: Acciaroli. Dress: Sita Murt/ Shoes: Montanè/ Underwear: Jadea/ Bag: Carpisa.

Rientri.