Insalate.

382908_233462733397335_1840976585_NaCercherò di postare un intervento al giorno. Una sorta di noioso appuntamento fisso. No, non credeteci poi tanto. Non ne avrei la costanza, né il tempo, né la volontà. E’ tutto un fatto di ‘Scopa Nuova’, termine ovviamente coniato dai primi greci fondatori di Palepoli, Napoli per l’appunto. La mia amata città. Si ok, adesso pensi: ‘Come le blatte, voi napoletani siete come le blatte!’ e inorridisci. Blatte greche, grazie, non volgari blatte latine sottomesse alla prima vera globalizzazione della storia; Cristo non era manco nato e voi c’avevate già l’Impero Romano, noi, nel mentre ci dilettavamo con giochi ellenici. Poi siete arrivati attratti da Sibille, streghette e maghetti, i quali si son dimenticati di dirvi che non era proprio una grande idea costruire le vostre residenze estive alle pendici del Vesuvio. Con i bizantini parliamo perfettamente sia greco che latino, ma, da buoni napoletani continuiamo a far finta d non capirli: ‘Latino?’ ‘No, sorry I spicc only Greco’. Non mi dilungherò sul normanno Regno di Sicilia e passerò ai Catalani comunemente conosciuti come Aragonesi, è questo l’esatto punto in cui diventiamo l’ombelico del mondo. Immagina un mercato, una grande fiera, un emporio, un posto insomma dove poter trovare qualsiasi cosa e dico qualsiasi! Volevi un cammello o un elefante? Un cannone o un fucile? Li trovavi facilmente sulla piazza, e il meglio è che neanche ti guardavano. E ancora.. L’unica università, l’unico ospedale, affittavamo ‘na stanzulella’ e di quello campavamo. I Borbone, Masaniello, Garibaldi e il mezzogiorno s’accappotta.. Andreotti disse: ‘Imparate le lingue e andatevene!’, qualcuno trova per caso analogie storiche? Tra il 1860 e il 1922 ben 10 milioni d’Italiani emigrano (manco JastinBiber ha tutti questi followers), nel 2016 alziamo muri per non farci rubare il lavoro, questa è quella che chiamo INvoluzione della specie. Con la 2°guerra subiamo 103 bombardamenti e gli anglo-americani ci tengono assaj a fare di Napoli la base militare più grande del sud Europa. I liberatori non se ne sono ancora andati. Tutto questo per dirvi che quello che sono oggi non lo devo alle capitali, a viaggi strani, o a persone assurde conosciute nel corso della mia vita. Lo devo a questa città, a mamma Napoli, che mi ha insegnato a cercare il lato positivo di ogni cosa, a ridere anche quando va tutto storto e a non preoccuparmi del domani perché non sai mai se arriverà. E’ l’amore, quello libero  e incondizionato approvato alla Camera, a renderla incantata!

 

Insalate.